IMG_20170915_163127004-01_smallLuigi Monzo hat an der Universität Karlsruhe Architektur studiert. 2005 Diplom bei Walter Nägeli und Henri Bava mit einem Entwurf für ein archäologisches Museum in Ascea/Elea-Velia (Italien). Von 2009 bis 2011 Stipendiat der Friedrich-Ebert-Stiftung. 2008 bis 2013 mehrere Forschungsaufenthalte in Italien, u.a. Mailand, Rom, Venedig und Genua. 2016 Gast-Kritiker am Graduate Design Studio der School of Architecture der Louisiana State University. 2017 Promotion am Fachbereich Baugeschichte des Karlsruher Instituts für Technologie (KIT) mit einer Arbeit über den italienischen Kirchenbau in der Zeit des Faschismus.  2018 Konzeption und Durchführung von zwei internationalen Konferenzen zur bau- und kulturgeschichtlichen Verankerung des Städtebaus und der Architektur im Italien der Zwischenkriegszeit. Luigi Monzo arbeitet als Architekt in einem international tätigen Architekturbüro in Schwäbisch Hall, das sich mit Projekten von der Denkmalpflege bis zum städtebaulichen Masterplan beschäftigt. Außerdem Lehrbeauftragter für Architekturgeschichte der Moderne und Entwerfen im Bestand am Arbeitsbereich Baugeschichte und Denkmalpflege der LFU Innsbruck. Er ist unter anderem Mitglied der Architektenkammer Baden-Württemberg, der American Association for Italien Studies (AAIS), des Urbanism of European Dictatorships during the XXth Century Scientific Network (UEDXX), des European Architectural History Network (EAHN) und der European Association for Urban History (EAUH). Außerdem Mitglied der Landesvertreterversammlung der Architektenkammer Baden-Württemberg (2018-22).

Im Rahmen seiner Dissertation über den italienischen Kirchenbau während des Faschismus (1919/22-1945) wurden die historischen, architekturgeschichtlichen und institutionellen Hintergründe des Kirchenbaus in faschistischer Epoche unter schwerpunktmäßiger Einbeziehung des besonderen Verhältnisses von Staat und Kirche erforscht sowie die vielfältigen baupraktischen und theoretischen Äußerungen des Kirchenbaus dieser Zeit vergleichend analysiert und in den Kontext der internationalen und nationalen Architekturdebatte gestellt.

Luigi Monzo si è laureato in architettura presso l‘università di Karlsruhe nel 2005 con un progetto per il nuovo museo archeologico die Ascea/Elea-Velia (rel. Walter Nägeli e Henri Bava). Dal 2009 al 2011 è stato borsista della Friedrich-Ebert-Stiftung. Dal 2008 svolge continuamente viaggi di studio in Italia con lavori di ricerca presso le università e gli archivi di Milano, Roma, Venezia, Firenze, Parma, Genova, La Spezia e l’Archivio Segreto Vaticano. 2016 è stato Visiting Critic al Graduate Design Studio della School of Architecture della Louisiana State University. Nel 2017 ha conferito il suo dottorato presso il Karlsruhe Institute of Technology (KIT) con una dissertazione sull’edilizia sacra italiana nel periodo fascista. Nel 2018, insieme a Carmen M. Enss, ha organizzato e coordinato due conferenze internazionali sul radicamento storico dell’urbanistica e dell’architettura italiana tra le due guerre mondiali. Attualmente lavora in uno studio di architettura a Schwaebisch Hall, occupandosi di progetti che spaziano dal restauro fino al masterplanning. Inoltre è docente di progettazione e di storia dell’architettura moderna presso il dipartimento di Baugeschichte e Denkmalpflege dell’Università di Innsbruck. Luigi Monzo è membro dell’ordine degli architetti di Baden-Wuerttemberg, dell’American Association for Italian Studies (AAIS), dell’Urbanism of European Dictatorships during the XXth Century Scientific Network (UEDXX), dell’European Architectural History Network (EAHN) e dell’European Association for Urban History (EAUH). Inoltre é delegato al consiglio dell’ordine degli architetti di Baden-Wuerttemberg (2018-22).

Nella sua dissertazione sull’edilizia sacra italiana durante il fascismo (1919-1945) l’evoluzione dell’architettura chiesastica nell’Italia tra le due guerre è presentata sullo sfondo degli aspetti storici, architettonici e istituzionali che la hanno principalmente condizionata e caratterizzata con particolare attenzione alle relazioni dello stato fascista con la chiesa cattolica. Il principale soggetto della tesi riguarda i quesiti pratici e teorici che sono evidenziati attraverso ampie analisi paragonistiche sugli aspetti architettonici di più di cento casi esemplari dell’edilizia sacra italiana durante il fascismo con particolare attenzione all’intera produzione dell’edilizia sacra a Roma e Milano.  Lo studio è inoltre condotto non solo nella considerazione del dibattito nazionale cui vede conivolto personalità come i fratelli Celso e Giovanni Costantini e Giuseppe Polvara ma anche nella considerazione del dibattito internazionale sull’architettura moderna e il rinnovamento dell’architettura chiesastica che ha avuto particolari ripercursioni nei paesi dell’Europa centrale.